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Di uccelli che non sentiremo più cantare, paludi e biocemento
Categories: General

 

puntata 30

Come disse Rachel Carlson in Primavera silenziosa, un libro pubblicato nel 1962, uno dei primi testi ambientalisti, rischiamo di non poter più sentire il canto degli uccelli. A distanza di 60 anni questo monito sta diventando realtà: le popolazioni avicole stanno effettivamente diminuendo in modo drastico in tutto il mondo. Un gruppo di studiosi della Manchester Metropolitan University inglese utilizzando i dati della Iucn, quella che compila la lista rossa degli organismi a rischio di estinzione, ha scoperto che il 48% delle specie stanno nettamente riducendo i loro numeri. L’allarme è stato lanciato perché è stato notato che nel Nord America erano andati persi oltre 3 miliardi di uccelli. Le aree che soffrono di più sono però i tropici, dove c’è la maggiore biodiversità ma anche il più alto numero di specie minacciate. Le cause sono sempre le stesse: il riscaldamento globale e soprattutto la degradazione degli habitat a causa dell’allargamento degli insediamenti umani.
Dovremmo preoccuparci anche per noi. Gli uccelli infatti sono indicatori ambientali molto sensibili e ogni loro variazione rivela un profondo disturbo dello stato del Pianeta.
https://mailchi.mp/cornell/release-bird-populations-declining-worldwide-1324833?e=f0b505020c

Le paludi hanno un importantissimo ruolo nell’ecosistema globale. Nonostante rappresentino solo l’1 per cento della superficie terrestre, sono in grado di assorbire il 20 per cento dell’anidride carbonica, vale a dire circa 5 volte di più delle foreste e 500 degli oceani. Invece che proteggerle però, l’uomo le ha via via ridotte, drenando l’acqua per ricavare novi terreni agricoli, o spazio per le città. L’1 per cento delle paludi viene trasformato ogni anno in qualcos’altro e questo porta questi territori a diventare emettitori invece che sottrattori. Il 5 per cento delle emissioni sono dovute al fatto che il terreno non più coperto dall’acqua inizia a decomporsi e il carbonio immagazzinato da migliaia di anni viene esposto all’aria.
Un team internazionale di ricercatori tedeschi, americani e olandesi sostiene però che non sia troppo tardi per recuperare. Basterebbe attuare delle pratiche di restauro imitando la capacità naturale degli ecosistemi di recuperare se stessi e lasciar fare alla natura dove è già in grado di fare da sola. Le paludi hanno un denso trato di vegetazione sopra e sotto l’acqua che difende il suolo dall’erosione e che nutre se stesso, utilizzando la Co2. Dove c’è torba, questa agisce come una spugna proteggendo gli strati inferiori, e i muschi che crescono in superficie aumentano ancora di più l’effetto di intrappolamento dei gas serra. Seminare o trapiantare nelle paludi non ha però senso e non ottiene nessun effetto. E’ molto più efficace fare in modo che grandi aree possano espandersi da sole.
https://nicholas.duke.edu/news/land-building-marsh-plants-are-champions-carbon-capture

Ormai tutti dovrebbero sapere che nonostante la nostra educazione ci porti a pensare che bere molto latte sia un bene, questo alimento non è indicato per tutti. L’ultimo studio è stato effettuato dall’Università di Oxford e ancora una volta conferma: i latticini, compreso il formaggio, possono provocare il cancro e in particolare quello al fegato e al seno. Questo rischio è particolarmente alto per quelle popolazioni che non discendono da linee genetiche che si sono adattate ai latticini, come quelle nord europee che hanno ottenuto questa capacità perché si sono trovate a dover far fronte a crisi e carenze di cibo che hanno provocato una forte selezione e dunque la sopravvivenza solo di chi riusciva a digerirlo.
Tra chi vive in Estremo Oriente e nell’Africa centro-meridionale, così come tra i nativi australiani e nordamericani, l’intolleranza al lattosio si avvicina la 100 per cento.
Il consumo di latticini in queste persone aumento la produzione del fattore di crescita insulino simile che promuove la crescita delle cellule ed è già stato associato con la proliferazione di alcuni tipi di cancro.
Purtroppo latte e formaggi vengono spesso visti come uno dei tanti elementi che portano all’occidentalizzazione, e vengono mangiati per sentirsi più simili ad americani ed europei. La nostra biologia però non segue i bisogni di uniformità e ci ricorda che siamo tutti molto diversi.
https://www.ox.ac.uk/news/2022-05-06-dairy-products-linked-increased-risk-cancer

Il cemento è ormai un materiale ubiquo. Ma oltre ad invadere fisicamente gli ambienti è anche uno dei peggiori produttori di gas serra: la sua produzione corrisponde all’8 per cento delle emissioni globali, paragonabili a quelle di un grande paese. Per fortuna anche in questo campo si stanno cercando soluzioni. Un gruppo di ricercatori di Singapore ha trovato un modo di creare un biocemento partendo da fango e urina, molto più ecologico e anche molto meno caro. Il materiale, viene ottenuto stimolando i naturali batteri presenti nel suolo a connettersi con le particelle. L’urina viene usata come mezzo dove far crescere i batteri che producono ureasi e per fare in modo che l’urea attivi la precipitazione della calcite insieme con gli ioni calcio forniti dal fango che producono carbonato di calcio. Quello che risulta è un prodotto che agisce con un organismo vivente, ha una lunga durata e può essere utilizzato per molti scopi, contro l’erosione dei suoli, per rinforzare le fondamenta, per riparare monumenti.
https://www.sciencedirect.com/science/article/abs/pii/S2213343722003165?via%3Dihub

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