Podcast 43
I polpi sono animali molto intelligenti. Sanno come aprire un barattolo, orientarsi nei labirinti, risolvere un puzzle, hanno un’ottima memoria e ricordano dopo parecchio tempo le soluzioni dei problemi che hanno affrontato, sono coscienti di se, provano dolore e sono in grado anche di sognare. Ma hanno anche un’altra particolarità: non dipende tutto dal loro cervello. Evolutisi 530 milioni di anni fa, non hanno un sistema osseo nè un midollo spinale. E invece di avere un sistema nervoso centralizzato, questo è distribuito lungo tutto il corpo. Due terzi dei neuroni non sono nel cervello. Ricercatori dell’Università di Washington hanno anche scoperto che anche le decisioni quindi possono essere prese in modo distribuito. In particolare le braccia possono muoversi in base a loro decisioni. I neuroni possono comunicare tra loro senza passare dal cervello e quindi le braccia possono passarsi informazioni in modo autonomo. A volte lo fanno in modo organizzato, a volte si muovono in modo indipendente. Ma in ogni caso mentre lo fanno il cervello non rivela nessuna attività. Il che significa che le loro decisioni non sono coordinate da una centrale. E dunque si tratta di una intelligenza che segue un organizzazione completamente diversa dalla nostra.
https://agu.confex.com/agu/abscicon19/meetingapp.cgi/Paper/483036
Il nostro Pianeta, ormai è chiaro, si sta scaldando. Ma le temperature non salgono solo nell’atmosfera e negli oceani. Anche il suolo infatti sta diventando più caldo. Il problema è stato sottostimato perché non sono stati fatti molti studi su questo aspetto Ma una nuova ricerca pubblicata su Nature Communication rivela che raccogliendo le temperature del terreno grazie alle stazioni meteorologiche e ai satelliti, il quadro cambia completamente. Analizzando i primi dieci centimetri e l’aria due metri sopra, in 118 punti in Europa tra il 1996 e il 2021, in due terzi di questi punti i ricercatori hanno visto che gli estremi di calore erano più alti nel suolo che nell’aria sovrastante. In pratica è come se il caldo si accumulasse nella terra. Il suolo si scalda più dell’aria di 0.7 gradi per ogni decade. E il numero di giorni in cui si battono i record sono doppi. I peggiori episodi si sono verificati in Germania, Italia e sud della Francia. Ma la temperatura del suolo ha un ruolo importante nello scambio di umidità. L’energia assorbita dal suolo produce calore che riscalda ulteriormente l’aria sovrastante, facendo aumentare l’evaporazione dell’acqua dal terreno e facendo aumentare ulteriormente la richiesta di acqua. Inoltre tutto ciò influisce anche sui microrganismi del suolo, un ecosistema importante: contiene oltre la metà di tutta la biodiversità del pianeta. Infine emanando calore emette anche più carbonio, facendo così aumentare il riscaldamento globale.
https://www.nature.com/articles/s41558-023-01812-3#Sec5
C’è un’altro cambiamento dovuto al riscaldamento globale e riguarda gli oceani. Negli ultimi 20 anni il 56 per cento delle loro acque hanno cambiato colore diventando più verdi invece che blu. La ricerca, pubblicata su Nature, si è basata sui dati satellitari. L’aspetto preoccupante è che questo significa che stanno cambiando gli ecosistemi marini e, poiché gli oceani sono il 70 per cento della superficie della Terra e sono anche responsabili di metà della produzione primaria globale, questa non è una notizia positiva. Gli oceani prendono il loro colore dalla riflessione del sole sull’acqua e tutto quello che vi galleggia, ovvero il fitoplancton, l’insieme degli organismi fotosintetizzanti che utilizzano la radiazione solare come fonte di energia. Il fitoplancton contiene molta clorofilla, un pigmento che riflette la luce verde. In generale più ce n’è, più l’acqua diventa verde, altrimenti è blu. Per vedere se questo fenomeno era correlato con il riscaldamento globale i ricercatori hanno realizzato un modello che simulava il modo in cui l’ecosistema marino risponde all’aumento dei gas serra in atmosfera. E i cambiamenti erano confermati.
I ricercatori non sanno ancora esattamente cosa provochi l’inverdimento, che però dipende da una maggiore quantità di particelle organiche in superficie e anche da un cambiamento nelle popolazioni di microrganismi. E il fatto che il riscaldamento stia aumentando l’effetto di stratificazione oceanica, con acque calde superficiali che non si mescolano con quelle più fredde e profonde, potrebbe influenzare il fitoplancton. Sotto infatti ci sono sostanze nutritive che potrebbero non riuscire più a risalire. Quando ce ne sono meno il fitoplancton più piccolo sopravvive meglio e questo potrebbe influire sul colore.
https://www.nature.com/articles/s41586-023-06321-z
Gli eventi estremi provocati dal riscaldamento globale costano 16 milioni di dollari per ogni ora negli ultimi 20 anni. 146 miliardi di dollari ogni anno. Ma hanno anche un altro effetto, come molti altri problemi, per esempio quelli legati alla sanità. Producono infatti anche soldi. E dal 2016 per quanto riguarda gli Usa, questo ha voluto dire un aumento del 32 per cento del prodotto interno lordo, secondo i calcoli fatti da Bloomberg Intelligence. In pratica dove c’è un disastro c’è sempre qualcuno che trova il modo di creare un reddito, per esempio risistemando quello che è andato distrutto. Un analista di Bloomberg ha fatto notare che i disastri stanno diventando una parte importante dell’economia americana perché creano un stimolo per molte aziende. E ha introdotto il BI Climate Damages tracker per calcolare l’impatto economico e permettere di scegliere in quale direzione andare. Può trattarsi di nuove aree di interesse, cambiamenti nella spesa per la casa, costi assicurativi, sistemi di prevenzione. Le compagnie che guadagnano di più sono quelle che provvedono agli affitti di spazi, alla rimozione dei rifiuti, alla costruzione di case, alla ventilazione e all’aria condizionata, alla lotta contro gli incendi e alla pianificazione urbanistica.
Per esempio il valore dei dividendi di Advanced Drainage System, che si occupa di acquedotti, regolazione delle acque, drenaggio è quadruplicato all’inizio del 2020 proprio a causa delle alluvioni.
Climate destruction fuels growing sector of the U.S. economy
Stiamo rischiando grosso. Man mano che aumentano le temperature, cresce il numero di persone, e sono miliardi, che possono andare oltre i limiti di sopravvivenza. Un articolo pubblicato su Pnas rivela che già l’aumento di 1,5 gradi, quello fissato dall’accordo di Parigi, può essere devastante. Ma già in settembre siamo andati a +1,75 gradi sopra ai livelli del periodo pre industriale. E oltre un terzo dei giorni del 2023 è oltre 1,5 gradi. In media siamo arrivati a oltre 1,2 gradi. I ricercatori hanno quindi indagato gli effetti di rialzi tra 1,5 e 4 gradi, visto che molto probabilmente non riusciremo a mantenere l’1,5. La temperatura ambientale oltre alla quale possono iniziare a comparire problemi di salute è 31 gradi con il 100 per cento di umidità. Ma molto dipende anche dal vento e dalla radiazione solare. Nella storia dell’uomo questi livelli sono stati già varcati, ma solo per qualche ora e in località isolate del Medio oriente e dell’Asia meridionale. Se si raggiungono i +2 gradi, lo scenario più reale, 2,2 milioni di residenti del Pakistan e dell’India, un milione di cinesi e 800 milioni di chi abita del sub Sahara potrebbero trovarsi in condizioni oltre la tolleranza umana per molte ore. E’ qui infatti che si verificheranno ondate di calore umide. Inoltre, poichè si tratta di paesi a basso reddito, quasi nessuno ha l’aria condizionata. Se si arriva a 3 gradi allora gli effetti saranno evidenti anche negli Stati Uniti.
https://www.pnas.org/doi/10.1073/pnas.2305427120
Greenpeace Italia ha consegnato al Ministero per la salute 75 mila firme di persone che in meno di un mese hanno firmato una petizione per chiedere al Governo italiano di non rinnovare l’autorizzazione europea del glifosato, l’erbicida più usato a livello mondiale. Ma rispondendo a un’interpellanza della parlamentare Eleonora Evi in merito alla posizione dell’Italia sul dossier glifosato, Marcello Gemmato, sottosegretario del Ministero della Salute, ha dichiarato che l’Italia «potrebbe» votare a favore del rinnovo dell’autorizzazione del glifosato per altri dieci anni. E’ un composto che l’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro ha classificato come potenziale cancerogeno per gli esseri umani, è sospettato di essere la causa della moria di api, danneggia la microfauna del suolo. Il 12 ottobre, a Bruxelles, i rappresentanti dell’Italia e degli altri Paesi UE sono chiamati a discutere e a esprimersi sulla proposta della Commissione Europea di estendere la possibilità di usarlo. Su tiktok e instagram ci saranno aggiornamenti in merito a questa notizia. https://enveurope.springeropen.com/articles/10.1186/s12302-023-00758-9
