L’Unione Europea dipende per il 40 per cento del suo fabbisogno dal gas russo. Nel 2021 la Russia ha guadagnato 100 miliardi di dollari con questo prodotto. Ma petrolio e gas sono stati esclusi dalle sanzioni contro la guerra in Ucraina.
Non solo: nella transizione teorica verso un futuro verde, purtroppo i governi pensano che il gas sia il combustibile da usare per non avere troppi scossoni.
La dipendenza europea tra l’altro è aumentata ulteriormente a causa dell’impennata dei prezzi nell’ultima stagione, mentre il gas russo si è mantenuto con un prezzo conveniente. Ecco perché proprio poco dopo che era scoppiata la guerra l’Europa ha acquistato ancora di più dai russi.
Le riserve russe tra l’altro sono le più grandi del pianeta. La dipendenza dunque potrebbe durare a lungo.
Sono però ormai molti gli esperti che chiedono di fermare questa dipendenza, che già da anni sembrava sbagliata. Bloccare il gas russo servirebbe senz’altro a frenare la guerra, perché toglierebbe una enorme quantità di soldi disponibili. Inoltre questo servirebbe anche a dare un’ulteriore urgenza alle energie rinnovabili. Non ci vuole molto a capire che sono le uniche che consentono una autonomia indipendente dai rischi globali, qualsiasi saranno quelli futuri. Ci mettono al sicuro dal cambiamento climatico e anche dagli equilibri internazionali.
I governi continuano a sostenere che il cambiamento non può avvenire in una notte, ma quando ci sono le guerre questo avviene. Ora siamo esattamente in quella situazione.
In teoria l’Unione europea dovrebbe far uscire una nuova strategia l’8 marzo, con la riduzione della dipendenza dal gas russo.
L’Iea l’Agenzia internazionale dell’energia in un report appena pubblicato sostiene che è possibile per l’Europa una riduzione di un terzo la sua dipendenza dal gas importato dalla Russia nel giro di un anno. lo scenario può diventare realtà applicando un ventaglio di 10 misure che vanno dall’aumento delle importazioni da altri Paesi alla diversificazioni delle fonti.
In cima alla lista viene messo lo stop ai contratti di importazione di gas con Gazprom che coprono più di 15 miliardi di metri cubi all’anno. Le altre misure prevedono obblighi minimi di stoccaggio accelerare la nascita di nuovi parchi eolici e solari: efficientamento degli impianti.
C’è anche un’altra soluzione: l’Iea ha fatto un calcolo. Se tutti gli edifici europei abbassassero di un grado la temperatura, si risparmierebbero 10 miliardi di metri cubi di gas, sarebbero circa 3 miliardi di dollari che on arriverebbero alle casse russe. Qualcosa che potrebbe fare cambiare idea.
Potremmo anche cambiare i fornelli e gli scaldabagni e preferire quelli elettrici. In questo modo saremo pronti, quando il solare e l’eolico saranno sufficienti, a liberarci per sempre dai fossili.
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