
Il Tigray, la regione a settentrione dell’Etiopia e a confini dell’Eritrea è in guerra dal 2020 e la crisi umanitaria è ormai insostenibile. Oltre alla fame ci sono persecuzioni e stupri. E’ un conflitto che mette a dura prova anche l’ambiente. Il Tigray è una regione arida, dove l’agricoltura di sussistenza dipende strettamente da cambiamenti ambientali che si riescono a creare con grandi sforzi. Già dalla crisi degli anni Novanta si era scoperto che portare la chimica e l’agricoltura industriale non aveva senso, peggiorava solo la situazione. E il Governo aveva deciso di adottare un’altra opzione, più ecologica, basata sulle tecniche che consentono la ritenzione dell’acqua e il mantenimento della fertilità del suolo. In pratica si proponeva di creare dei muretti e delle barriere vegetali che riducevano l’erosione e delle pozze per raccogliere l’acqua della pioggia, protette d arbusti e alberi,. Questo approccio ha permesso in trent’anni di cambiare il paesaggio e la vita delle persone, facendo aumentare la produttività agricola. Ora tutto sta cambiando perché la gente è costretta a tagliare gli alberi per poter fare in fuoco e in questo modo si distruggono le protezioni, il suolo viene messo a nudo, l’acqua evapora. Un gruppo di ricercatori ha condotto una indagine e ha verificato la perdita della vegetazione.
Report: The war in Tigray is undermining its environmental recovery
Preparatevi a ripararvi dal vento se viaggiate lontano. Un gruppo di scienziati inglesi ha scoperto infatti che il cambiamento climatico sta avendo un altro effetto: i cicloni tropicali raddoppieranno di numero, mettendo a rischio ampie regioni del mondo e in particolare quelle a basso reddito. Gli scienziati sono riusciti ad effettuare questa previsione utilizzando un modello generato dai computer che permette di studiare il comportamento, le traiettorie, la violenza. I Paesi in cui si verificherà un aumento dei cicloni saranno Cambogia, Laos, Mozambico, le isole del Pacifico, Cina, Giappone, Sud Corea e Vietnam. L’analisi ha anche permesso di notare che la velocità massima del vento aumenterà del 20 per cento. I cicloni in realtà non sono un fenomeno comune. In un anno se ne verificano solo 80-100 e spesso non avvengono sulla terra, ma restano sugli oceani. A causa del riscaldamento globale raddoppierà in particolare la frequenza di quelli che arrivano alla categoria 3 o anche a quelle più alte mentre quelli deboli diminuiranno.
https://www.southampton.ac.uk/news/2022/04/tropical-cyclone-increase.page
Che gli uomini e le donne siano diversi nelle varie patologie è ormai cosa nota, nonostante la maggior parte delle medicine siano in realtà sperimentate e calibrate su persone di sesso maschile. Il 20 per cento della popolazione mondiale ha un dolore cronico e la maggior parte è rappresentata dalle donne, ma gli antidolorifici sono gli stessi per tutti i sessi. Si è sempre pensato infatti che il dolore venisse provato nello stesso modo. Non è così. E’ vero che le donne hanno una soglia di dolore più alta, e che hanno un risposta più veloce allo stimolo del dolore, forse perché hanno una maggiore densità neurale. Quello che è differente però è il modo in cui i neuroni della colonna vertebrale elaborano i dolore. La spina ha un ruolo importante perché è il mediatore che, dopo aver avvertito il dolore in una qualsiasi parte del corpo, manda lo stimolo al cervello.
Il fattore neurale chiamato BDNF amplifica l’effetto negli uomini mentre non ha lo stesso effetto nelle donne. Il dolore dunque viene percepito in modo diverso e sarebbe dunque il caso che le aziende farmaceutiche considerassero queste differenze.
Le api sono delle creature sorprendentemente intelligenti. Con noi umani condividono un’abilità matematica, che finora non è stata confermata in nessun altra specie: sono infatti in grado di distinguere i numeri pari da quelli dispari. E’ un concetto astratto, di difficile comprensione, ma le api hanno dimostrato di saper riconoscere le differenze. I ricercatori australiani hanno reclutato 25 alveari diversi e dall’osservazione è emerso che questi insetti tendono ad imparare a categorizzare con più facilità i numeri dispari, al contrario degli esseri umani che classificano con più rapidità quelli pari. Le api hanno dimostrato in precedenza di saper fare addizioni e sottrazioni e di tenere in ordine le quantità. Dovremmo smetterla di crederci superiori o diversi.
https://www.frontiersin.org/articles/10.3389/fevo.2022.805385/full