https://open.spotify.com/episode/2VL64nhMHPTGSniA9gB7ds
L’uomo ha oltrepassato sei dei nove limiti planetari che servono per mantenere la stabilità sul Pianeta e il benessere per l’uomo. Sono i risultati di uno studio pubblicato su Science effettuato dall’Università di Copenhagen. I sei limiti che abbiamo già varcato sono l’integrità della biosfera, il cambiamento climatico, le alterazioni del ciclo dell’acqua, i flussi biogeochimici come quelli dell’azoto, la terra, l’introduzione di nuove entità come plastica, sostanze chimiche e rifiuti nucleari. E dal 2015 abbiamo accelerato il superamento del confine. Restano ancora, ma appesi a un filo, l’assottigliamento dell’ozono stratosferico, l’acidificazione degli oceani (che però è vicina al limite) e la modifica degli aereosol nell’aria (ma la deposizione della polvere è duplicata dal 1750) . Purtroppo, sostengono gli scienziati, le perturbazioni antropogeniche vengono sempre prese singolarmente e considerate come se fossero settori separati. Queste perturbazioni invece seguono dei processi non lineari che possono aggregarsi tra di loro, creando effetti maggiori.
Se la concentrazione di anidride carbonica nell’aria dovesse arrivare a 550 parti per milione, e adesso siamo già a 418, la temperatura salirebbe di 2,7 gradi rispetto al 1988. Una condizione che metterebbe in seria difficoltà gli attuali esseri viventi del Pianeta. Salterebbe la capacità dei biomi di sottrarre l’anidride carbonica dall’aria e si creerebbe un pericoloso circolo vizioso. Per esempio l’oceano potrebbe non essere più in grado di immagazzinarla. D’altra parte molti sistemi stanno raggiungendo il punto di non ritorno che non gli permette più di effettuare le funzioni di riequilibrio che svolgevano prima.
http://www.science.org/doi/10.1126/sciadv.adh2458?adobe_mc=MCMID%3D03727331312472931931115793068056500245%7CMCORGID%3D242B6472541199F70A4C98A6%2540AdobeOrg%7CTS%3D1694697073
Mentre i governi sostengono di impegnarsi contro la crisi climatica, e in parte, anche se lentamente, lo fanno, non fanno la stessa cosa le banche e neppure le grandi istituzioni. In particolare la World Bank, l’organizzazione internazionale che è stata in teoria creata con l’obiettivo di lottare contro la povertà e organizzare aiuti e finanziamenti agli stati in difficoltà, ha destinato 3,7 miliardi di dollari in aiuti finanziari nel 2022 per le compagnie petrolifere. Questo nonostante si fosse impegnata a facilitare le economie a basso impatto di carbonio. L’analisi è emersa da uno studio di Urgewald, un gruppo che controlla le compagnie petrolifere in quanto principali emettitori di gas serra. Da quando è stato firmato l’accordo di Parigi che limita il riscaldamento a 1,5 gradi, la World Bank ha speso circa 30 miliardi di euro in varie attività di supporto. In particolare vengono utilizzati strumenti di trade finance, strategie che comprendono diversi strumenti utilizzati dalle banche sotto forma di crediti e garanzie che rendono opaco il percorso e dunque meno tracciabile. Nel frattempo i Governi non sono da meno i sussidi hanno raggiunto i 7 mila miliardi di dollari nel 2022. I maggiori investitori sono Cina, Usa, Russia, Unione Europea e India. In particolare sono fondi che vengono destinati ad abbassare artificialmente i costi del carburante. I Paesi del G20 si erano impegnati fina dal 2009 a cancellare i sussidi inefficienti. Ma questo non è avvenuto. Il fondo monetario internazionale stima che i sussidi stiano costando il 7 per cento del prodotto interno lordo globale, ben di più di quanto viene speso per l’educazione o per la sanità,
https://www.urgewald.org/node/1773
https://www.imf.org/en/Topics/climate-change/energy-subsidies#:~:text=Globally%2C%20fossil%20fuel%20subsidies%20were,support%20from%20surging%20energy%20prices.
https://www.eurekalert.org/news-releases/1000917? 12 settembre
Da un nuovo studio pubblicato su Nature Communication è risultato che se si sostituisse il 50 per cento della carne e dei prodotti latteo caseari con alternative vegetali, le emissioni potrebbero essere ridotte del 31 per cento. Questo permetterebbe anche di riforestare numerosi ettari di terreno che ora servono per produrre il cibo per gli animali, consentendo anche il ripristino della biodiversità. In particolare si avrebbe una riduzione dell’area agricola del 12 per cento, invece che una continua espansione. Ci sarebbe una riduzione del 10 per cento del consumo di acqua. Migliorerebbe anche lo stato di nutrizione di numerose popolazioni che ora soffrono la fame. Lo scenario è stato delineato proponendo alternative che sono equivalenti dal punto di vista nutrizionale a quelle derivate dagli animali, ribadendo in questo modo che l’alimentazione vegana o vegetariana non toglie nulla di ciò che ci serve. Anzi semmai aggiunge qualcosa, come dimostrano i numerosi campioni sportivi che fanno a meno della carne.
https://www.nature.com/articles/s41467-023-40899-2
https://www.enn.com/index.php?option=com_content&view=article&id=73194:paper-cups-are-just-as-toxic-as-plastic-cups&catid=8:news
Sostituire i bicchieri di plastica con bicchieri di carta potrebbe essere un problema. Ricercatori dell’Università di Gothenburg (Svezia), hanno dimostrato che i bicchieri di carta che finiscono in natura possono creare danni perché contengono sostanze chimiche tossiche. I bicchieri infatti non sono solo di carta, ma sono rivestiti da un film plastico in acido polilattico, un tipo di bioplastica. Sicuramente in ambiente si degrada meglio della plastica vera e propria, ma non lo fa del tutto. Ha per esempio bisogno di alte temperature. E in una normale discarica richiede tempi paragonabili a quelli della plastica normale. E’ biodegradabile ma non è compostabile e ci vogliono circa 80 anni perché si degradi. E alcune sostanze in esso contenute possono risultare tossiche per alcuni organismi, per esempio per le larve dei moscerini. Inoltre poiché viene ottenuto dal mais, la sua produzione sottrae aree di coltivazione per l’alimentazione dell’uomo. Dunque se vogliamo essere davvero sostenibili, usiamo bicchieri di carta, oppure di vetro, o ceramica o alluminio.
https://www.gu.se/en/news/paper-cups-are-just-as-toxic-as-plastic-cups
